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Non ho smesso di pensarti,

vorrei tanto dirtelo.

Vorrei scriverti che mi piacerebbe tornare,

che mi manchi

e che ti penso.

Ma non ti cerco.

Non ti scrivo neppure ciao.

Non so come stai.

E mi manca saperlo.

Hai progetti?

Hai sorriso oggi?

Cos’hai sognato?

Esci?

Dove vai?

Hai dei sogni?

Hai mangiato?

Mi piacerebbe riuscire a cercarti.

Ma non ne ho la forza.

E neanche tu ne hai.

Ed allora restiamo ad aspettarci invano.

E pensiamoci.

E ricordami.

E ricordati che ti penso,

che non lo sai ma ti vivo ogni giorno,

che scrivo di te.

E ricordati che cercare e pensare son due cose diverse.

Ed io ti penso

ma non ti cerco.

Bukowski

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Pezzi di un pezzo

Il mio cuore lottava dentro un ospedale

E adesso non c'è più…

Non sei una persona speciale, no, ma è uguale

Ne hai mangiato un pezzo anche tu

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"Tu guarda che creatura sei: quegli zigomi e quei nei, quei fantasmi come i miei. Tu mi mischi i sentimenti come dischi, sei un Dj. 
Sembri lei… sai … me ne avevano parlato: quella che quando la incontri sei fottuto. Così è stato."

- Willie Pooh - Willie Peyote
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Tutti contro il muro figli di puttana!!!

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Questo è un fiume di parole. E’ terapia. E’ un escamotage per evitare di macchiare il muro con il sangue delle nocche. Scrivo senza senso, senza pensare (ancor d più). Che poi un senso ce l’ha pure. Mi sento stupido. Ho la testa infognata. Un mega ingorgo di …fango? Melma? Ho paura che il tuo egoismo che erigi e metti davanti con nonchalance, sia rimasto sempre quello, sempre lo stesso. immutato. Immutevole. La prospettiva con cui guardi le cose: la tua. La sola. Il piacere o l’incosapevolezza di provocare, di aizzare, di far montare la bestia. IO mi sento stupido. Forse sto viaggiando troppo in là. Forse sto viaggiando troppo in fretta. Ma sento di aver aperto la porta troppo presto. Di aver lasciato gli ormeggi al primo vento favorevole. Di non aver considerato il banale inevitabile. Esagero? Esagero. Non lo so. ”E’ una frequentazione. Punto. Non dare né chiedere troppo. Sono quelle le regole. E le devi seguire anche tu caro mio. Mica ti puoi tirare fuori così facilmente.” Temo che tu, nel momento in cui ti senta al sicuro, mostri un’altra natura completamente diversa. Qualcosa molto lontano da quello che mi piace di te. Non hai paura di perdere. Di perdermi. Di stare senza. Ma se questo non lo si prova, mai, vuol dire che siamo tutti sostituibili, in un modo o nell’altro… Che “comunque è uguale”. Per cui: cosa ci facciamo qui? Non mi temi. Non temi reazioni. Ripercussioni. Innocuo e fermo lì.

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Sono cambiamenti solo se spaventano, solo se ti ci metti…

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